Con l'inizio del nuovo anno scolastico, settembre rappresenta per molte famiglie un momento di attesa, di progettazione e, talvolta, anche di preoccupazione.
Per gli studenti con disabilità e per le loro famiglie, l'avvio della scuola significa infatti verificare che siano concretamente garantite tutte le condizioni necessarie per vivere pienamente l'esperienza scolastica: la partecipazione alle attività didattiche, la presenza dei necessari sostegni, l'accessibilità degli spazi, la continuità educativa e didattica, la socializzazione e la piena partecipazione alla vita della classe.
Il diritto all'educazione e all'istruzione delle persone con disabilità è un diritto fondamentale e non può essere condizionato dalla presenza di barriere, dalla complessità organizzativa o dalla carenza di servizi. La Legge n. 104 del 1992 garantisce il diritto all'educazione e all'istruzione nelle classi comuni e individua nell'inclusione scolastica lo strumento per favorire lo sviluppo delle potenzialità della persona nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione.
L'inclusione, quindi, non significa soltanto essere presenti a scuola. Significa poter partecipare, apprendere, comunicare, costruire relazioni e sviluppare le proprie capacità, nel rispetto della dignità, delle aspirazioni e delle caratteristiche di ogni studente.
Il diritto all'inclusione scolastica
Ogni studente con disabilità ha diritto a frequentare la scuola e a partecipare pienamente alla vita scolastica, senza discriminazioni.
L'inclusione scolastica richiede che l'ambiente educativo sia messo nelle condizioni di rispondere ai bisogni della persona e che siano rimossi gli ostacoli che possono limitare la partecipazione.
Il quadro normativo italiano ha progressivamente rafforzato questo principio. Il Decreto Legislativo n. 66 del 2017 ha introdotto specifiche norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, prevedendo una responsabilità condivisa tra scuola, famiglia,
servizi sanitari, enti locali e territorio.
L'inclusione, pertanto, non è un compito affidato esclusivamente all'insegnante di sostegno.
È una responsabilità dell'intera comunità scolastica.
La presenza dell'alunno o dello studente con disabilità nella classe deve essere accompagnata da una progettazione educativa capace di favorire la partecipazione alle attività, le relazioni con i compagni, l'autonomia e il raggiungimento degli obiettivi individuati nel percorso educativo
individualizzato.
Il sostegno didattico e il sostegno educativo
Uno degli aspetti più importanti per garantire l'effettività del diritto allo studio riguarda l'organizzazione dei sostegni.
L'insegnante di sostegno è una risorsa della classe e concorre, insieme agli altri docenti, alla realizzazione del progetto educativo e inclusivo dello studente con disabilità.
Accanto al sostegno didattico possono essere necessari ulteriori interventi e servizi finalizzati a favorire l'autonomia personale, la comunicazione e la partecipazione dello studente alla vita scolastica.
Questi interventi devono essere individuati in relazione alle esigenze concrete della persona e devono essere coordinati con il progetto educativo individualizzato.
La normativa prevede infatti una collaborazione tra istituzioni scolastiche, servizi sanitari, enti locali e famiglie, affinché gli interventi educativi, assistenziali e sociali possano essere programmati in modo
coordinato.
È importante ricordare che il sostegno non è un favore concesso allo studente, ma uno strumento attraverso il quale rendere effettivo il diritto all'inclusione e all'istruzione.
Il PEI e la partecipazione della famiglia
Un ruolo centrale è svolto dal Piano Educativo Individualizzato (PEI), che rappresenta uno degli strumenti fondamentali per programmare il percorso di inclusione scolastica.
Il PEI non dovrebbe essere considerato come un semplice documento amministrativo.
È il progetto educativo attraverso il quale la scuola, insieme alla famiglia e alle altre figure coinvolte, individua obiettivi, modalità di intervento, strumenti e sostegni necessari per favorire il percorso scolastico dello studente.
Particolare importanza assume quindi la partecipazione della famiglia.
La normativa prevede il coinvolgimento dei genitori nel percorso di definizione e verifica del PEI attraverso il Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione (GLO). La partecipazione della famiglia consente di mettere in comune conoscenze, esperienze e informazioni utili a costruire un intervento
realmente personalizzato.
La famiglia, pertanto, non deve essere considerata soltanto come destinataria delle decisioni della scuola, ma come parte attiva del processo di inclusione.
Allo stesso modo, deve essere valorizzata, secondo le modalità previste, anche la partecipazione dello studente, tenendo conto della sua età, delle sue capacità di espressione e del suo diritto all'autodeterminazione.
L'impegno del Garante per i diritti delle persone con disabilità
Come Garante per i diritti delle persone con disabilità della Provincia di Potenza, ritengo che il tema dell'inclusione scolastica debba essere posto al centro dell'attenzione istituzionale soprattutto all'inizio di ogni anno scolastico.
La scuola è uno dei luoghi fondamentali nei quali si costruisce il futuro delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi.
Garantire a uno studente con disabilità la possibilità di frequentare, apprendere, partecipare e relazionarsi con i propri compagni significa garantire un diritto, ma significa anche costruire una società più giusta e più inclusiva.
Per questo desidero rivolgere un invito alle famiglie degli studenti con disabilità della Provincia di Potenza.
Se nel percorso scolastico di vostro figlio o vostra figlia si verificano criticità, difficoltà o situazioni che incidono concretamente sul diritto all'inclusione, vi invito a segnalarle al Garante.
Segnalare una criticità significa contribuire a far emergere un problema e può rappresentare il primo passo per individuare una soluzione.
Invito pertanto le famiglie a non esitare a far conoscere al Garante le proprie esigenze e le eventuali criticità riscontrate nel percorso scolastico dei propri figli.
Ascoltare le famiglie significa conoscere meglio il territorio. Conoscere le difficoltà significa poter individuare le barriere. Rimuovere le barriere significa rendere effettivo il diritto all'inclusione.
Stefano Mele
Garante per i diritti delle persone con disabilità della Provincia di Potenza
Domande frequenti sull'inclusione scolastica degli studenti con disabilità
Uno studente con disabilità ha diritto a frequentare la scuola insieme agli altri studenti?
Sì. La normativa italiana garantisce il diritto all'educazione e all'istruzione degli studenti con disabilità nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. L'obiettivo dell'inclusione è favorire lo sviluppo delle potenzialità nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione.
L'insegnante di sostegno è l'unico responsabile dell'inclusione?
No. L'inclusione è una responsabilità dell'intera comunità scolastica. L'insegnante di sostegno collabora con i docenti della classe alla realizzazione del percorso educativo e didattico dello studente con disabilità.
Che cos'è il PEI?
Il Piano Educativo Individualizzato è lo strumento attraverso il quale viene progettato il percorso di inclusione dello studente con disabilità. Individua gli obiettivi educativi e didattici, gli interventi, gli strumenti, le modalità di verifica e i sostegni necessari, tenendo conto delle caratteristiche e delle esigenze individuali dello studente.
La famiglia partecipa alla definizione del PEI?
Sì. La famiglia partecipa al percorso di inclusione e, in particolare, ai lavori del GLO, secondo quanto previsto dalla normativa. La collaborazione tra scuola, famiglia e altre figure coinvolte è fondamentale per costruire un percorso realmente personalizzato.
Cosa può fare una famiglia se il sostegno o un altro servizio necessario non viene attivato?
La famiglia può innanzitutto rivolgersi alla scuola e agli enti competenti per rappresentare formalmente la necessità e chiedere chiarimenti sull'attivazione degli interventi previsti.
È inoltre importante documentare le problematiche riscontrate e verificare quanto previsto dal PEI.
Quando una criticità compromette concretamente il diritto all'inclusione, la famiglia può anche rivolgersi al Garante per i diritti delle persone con disabilità della Provincia di Potenza, segnalando la situazione e le esigenze dello studente.
È possibile segnalare al Garante problemi di accessibilità della scuola?
Sì. Le famiglie possono segnalare anche eventuali barriere architettoniche, sensoriali, comunicative o organizzative che limitino la partecipazione dello studente alla vita scolastica.
L'accessibilità costituisce infatti una componente essenziale dell'inclusione.
Qual è l'obiettivo del Garante in materia di scuola e disabilità?
L'obiettivo è contribuire alla tutela dei diritti degli studenti con disabilità, promuovere una cultura dell'inclusione e favorire la rimozione delle barriere che possono impedire la piena partecipazione alla vita scolastica.

